Considerazioni riguardo la proposta di Revisione dello Statuto d’Ateneo

Università degli Studi di Firenze

 

Altri titoli

 

TITOLO III: LA DIDATTICA

 

Nonostante i problemi emersi in questi anni in tutto l'Ateneo a seguito dell'applicazione della 509,  la discussione della commissione sul titolo III è stata sorprendentemente breve (come se l'interesse del Rettore, dei Consiglieri e dei Senatori fosse concentrato unicamente sui primi due titoli) e si è risolta quasi unicamente nell'adeguare formalmente il vecchio testo alle nuove leggi (ad esempio cambiando tutti i "laurea specialistica" in "laurea magistrale") ma lasciandolo nella sostanza invariato. Avremmo voluto, sulla didattica, un confronto approfondito come quello sul titolo II. E' abbastanza chiaro che, su questo punto, i lavori della seduta congiunta hanno avuto come priorità quella di finire del lavoro in tempi brevi e non di affrontare i nodi cruciali dell'organizzazione dell'Ateneo.

 

 

Le Facoltà

(in riferimento all’art. 17)

 

Le uniche modifiche reali sull'organizzazione delle Facoltà riguardano, al comma 2, la presenza della componente studentesca all'interno del Consiglio di Facoltà e l'abbassamento del numero legale per la validità delle sedute da metà degli aventi diritto a un terzo.

 

Per quanto riguarda la modifica della composizione del Consiglio di Facoltà, un problema che abbiamo sollevato è quello dei lettori, che hanno la possibilità di avere affidamenti didattici, ma nonostante ciò, non fanno parte del Consiglio di Facoltà. Per quanto riguarda invece la  presenza degli studenti all'interno dei Consigli di Facoltà, la nostra proposta era quella di legare il numero di rappresentanti degli studenti sia al numero degli studenti iscritti alla Facoltà, sia al numero dei componenti del Consiglio di Facoltà, in modo da adeguare la norma statutaria alla situazione estremamente eterogenea del nostro Ateneo (ad esempio una Facoltà come psicologia ha circa 50 docenti e più di 6.000 iscritti, mentre Scienze MM.FF.NN. o Medicina hanno un numero di iscritti inferiore e un numero di docenti circa dieci volte superiore) perciò crediamo che la modifica approvata all'interno della Seduta Congiunta necessiti di ulteriori discussioni e approfondimenti all'interno dei Consigli di Facoltà.

 

Per quanto riguarda l'abbassamento del numero legale, la modifica è stata decisa per cercare di risolvere il problema della bassa partecipazione dei docenti ai Consigli di Facoltà. E' abbastanza chiaro che questo problema esiste, ed è legato in parte anche alla scarsa discussione  all'interno delle sedute. In ogni caso, secondo noi, sarebbe stato importante mantenere il Consiglio di Facoltà come luogo politico della Facoltà, a cui partecipino tutti i componenti; sarebbe stato giusto discutere all'interno della Commissione di un modo per rendere le Sedute del Consiglio di Facoltà dei luoghi di maggiore discussione ed eventualmente per incentivare la partecipazione. Scegliere soltanto di abbassare il numero legale significa prendere atto di un problema che esiste e non cercare un modo di risolverlo.

 

 

I commi 6 e 7 sulla Giunta di Facoltà sono rimasti immutati rispetto al vecchio testo: nonostante fosse emersa in modo diffuso sia dai Consiglieri che dai Senatori la necessità di chiarire all'interno dello Statuto la composizione e le funzioni della giunta in modo da creare una certa omogeneità tra le strutture di Giunta delle diverse Facoltà, la discussione all'interno della Commissione (sicuramente complessa, a causa delle differenze strutturali anche molto grandi tra le varie facoltà) è stata  chiusa lasciando semplicemente il testo attuale. Anche in questo caso è stata scelta la strada più semplice: lasciare un testo sufficientemente vago da permettere a tutti i modelli di giunta adottati dalle facoltà di continuare a coesistere.

 

 

I Corsi di Laurea

(in riferimento all’art. 18)

 

L'organizzazione dei corsi di laurea è sicuramente un punto critico, soprattutto a seguito dell'applicazione della 509. Particolarmente importante sarebbe stata una discussione sui corsi di laurea interfacoltà (sulla cui gestione c'è attualmente molta confusione),  e sulle classi di laurea, questioni entrambe lasciate irrisolte.

 

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TITOLI IV, V ,VI

LA RICERCA SCIENTIFICA, ALTRE STRUTTURE DELL'ATENEO,

ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA

 

Per quanto riguarda questi titoli, quanto già emerso per il titolo III è emerso ancora più chiaramente: la Commissione ha lasciato tutti i titoli praticamente inalterati rispetto al testo attuale, evitando di fatto la discussione e qualsiasi tentativo di risoluzione delle criticità emerse nell'organizzazione dell'Ateneo.

 

Da questo punto di vista è eclatante la decisione di lasciare inalterato l'articolo 33 che costituisce i Poli. In questi anni le difficoltà nella collaborazione tra i Poli e le Facoltà, Dipartimenti e Corsi di Laurea sono state enormi. Sarebbe stato non solo utile ma doveroso affrontare in sede di commissione il problema dei Poli, quantomeno per fare un quadro della situazione all'interno dell'Ateneo. Ancora una volta, ed è particolarmente  grave in questo caso, la priorità nei lavori della commissione  è stata il tempo, perciò una discussione del genere non è stata mai neanche affrontata ed è stato scelto di lasciare il testo attuale semplicemente per non affrontare il problema.

 

 

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La norma transitoria

 

Al termine del testo in esame, è stata aggiunta una norma transitoria che vieta la ricandidatura a chi già fosse stato eletto per due mandati e impone di non adeguare la durata dei mandati attuali con la nuova norma prevista dallo Statuto.

 

Siamo da sempre stati molto favorevoli all’introduzione di questa norma, poiché in questo modo non si faceva perdere anche quell’ultimo straccio di credibilità che aveva questa revisione dello Statuto, che, ricordiamo, ha permesso al Rettore Marinelli di ricandidarsi, lo scorso anno, grazie all’approvazione dell’art. 56.

 

È strano che qualcuno sia contrario all’introduzione di questa norma. Non è possibile considerare l’atto di revisione dello Statuto, una soluzione per il prolungamento del mandato!