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11-04-2002,
15:30: COMUNICATO DEL COLLETTIVO POLITICO DI SCIENZE POLITICHE
E' in corso l'occupazione dell'Istituto Europeo di Firenze in solidarieta'
con il popolo palestinese e contro l'inerzia di intervento della democratica
europa. L'obbiettivo a quello di spingere queste strutture, che formano
i futuri diplomatici europei, a prendere chiara posizione contro Israele
avendo l'Europpa gli strumenti commerciali adatti (l'europa e' il
primo partner commerciale d'Israele).
L'ISTITUTO
UNIVERSITARIO EUROPEO E' OCCUPATO !
Questo
edificio è occupato per denunciare, ancora una volta, la
tragedia che si sta consumando in Medio Oriente. Qui si studia il
diritto internazionale dal 1976. Lo Stato Israeliano da anni in
maniera sempre più sprezzante ignora qualsiasi principio
di diritto internazionale, che mai come oggi è il diritto
del più forte.
Mentre Arafat è prigioniero politico di Sharon, il popolo
palestinese è oggetto di rastrellamenti e deportazioni, è
schiacciato dall'avanzata dell'esercito israeliano che sta ultimando
la fase di occupazione di tutte le città e dei villaggi della
Cisgiordania e della striscia di Gaza..
Riteniamo che i Governi dei paesi europei, e per primo quello italiano,
possano avere un ruolo forte nel porre fine al massacro. La memoria
dell'Olocausto, che è ben viva in noi, non può in
nessun modo essere un alibi per l'ennesima mancanza di iniziativa
internazionale.
Ogni minuto che l'Unione Europea lascia trascorrere significa morte
e sofferenza per migliaia di uomini, donne e bambini palestinesi.
Lasciare lo strumento diplomatico in mano al governo statunitense
(il primo finanziatore dell'esercito israeliano) che, dopo l'11
settembre ha preteso l'allargamento indefinito del concetto di terrorismo
e si appresta ora a bombardare l'Iraq, non può essere considerato
da nessuno come una credibile opzione di mediazione.
L'Unione Europea è il primo partner commerciale di Israele
(importazioni per 7.800 milioni di euro, esportazioni per 12.900
milioni di euro, senza contare l'ingente commercio di diamanti)
ha quindi tutti gli strumenti per imporre un ritiro immediato. Lo
schiaffo alla diplomazia europea da parte di Sharon significa solo
che per adesso l'Unione Europea ha speso soltanto parole.
Ci
rivolgiamo a tutti coloro che vogliono mantenere alta la pressione
su Israele e i suoi alleati ed essere al fianco del popolo palestinese
che subisce da cinquanta anni un'oppressione coloniale e l'ipocrisia
della comunità internazionale.
Chiediamo
inoltre a tutti i professori, ricercatori, studenti di questo Istituto
di prendere una posizione sul conflitto israelo-palestinese e di
fare pressione nei confronti delle Istituzioni Europee a tutti i
livelli.
·
Per la disdetta di tutte le commesse militari e i rapporti commerciali
con Israele che vedano coinvolti i paesi membri dell'UE;
· Per un invio immediato di osservatori internazionali;
· Per il ritiro delle rappresentanze diplomatiche europee
da Israele;
· Per l'accesso e la libera circolazione dei pacifisti e
dei media internazionali nelle città palestinesi.
PACE,
TERRA E LIBERTA'
PER IL POPOLO PALESTINESE
info
su: http://www.ecn.org/sc.pol.occup-fi
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