Quelli che dicono no
RICCARDO CHIARI - FIRENZE
Alle
nove di sabato mattina arrivano in settemila in piazza San Marco
contro terrorismo e guerre, per un mondo diverso possibile.
Tre quarti di loro sono studenti delle superiori e universitari.
Forse hanno colto al volo l'occasione per saltare la scuola.
Di sicuro attraversano il centro storico con tranquilla consapevolezza.
Senza abbandonare mai il lungo corteo che saluta il primo appuntamento
ufficiale del forum fiorentino. A salutarli c'è una bella
e tiepida giornata di sole, in realtà sono le voci ed
i canti dei ragazzi e delle ragazze a sciogliere l'abituale
freddezza della città. Una Firenze che appena 24 ore
prima aveva visto solo settecento persone in corteo per la salvezza
dell'amatissima ed amaccata Fiorentina.
Striscioni e bandiere: Rifondazione con i giovani comunisti,
la sinistra giovanile senza i Ds, gli Studenti di sinistra.
Ci sono l'Arci e la Cgil di "Cambiare rotta", i Cobas,
il Csa ex Emerson, le Donne in nero. Poi il centro sociale Il
Pozzo, dove anche lunedì sera don Alessandro Santoro
ospiterà per un'assemblea i quaranta movimenti e associazioni
che hanno aderito al forum sociale e alla manifestazione di
oggi. Gli immigrati alzano lo striscione in lingua araba che
chiede giustizia senza guerra. E dalla Valdisieve i giovani
della bottega equa e solidale Volta la Carta ammoniscono: "La
pace non è un investimento, ma un mondo senza sfruttamento".
La colonna sonora è quella dei "Fiati sprecati",
una banda di ottoni - età media neanche vent'anni - che
sulla note di Bella Ciao chiama alla resistenza civile contro
ll follia della guerra permanente. Gli studenti delle superiori
hanno scritto il loro messaggio su un vecchio lenzuolo: "Contro
il regime talebano, con il popolo afgano". I giovani della
rete Lilliput hanno sulla testa bianche colombe di carta, ed
un piccolo gruppo di cittadini americani residenti in città
si unisce al corteo, criticando la politica del loro paese.
Da San Marco al Duomo alla stazione centrale, e da lì
di nuovo indietro. Fino a piazza Santissima Annunziata, dove
il 24 luglio scorso Arianna Subri, 26 anni e un'attività
di volontariato al di sopra di ogni sospetto, raccontò
a più di diecimila persone di essere stata arrestata
senza alcun motivo e poi ingiuriata, picchiata e molestata sessualmente
in carcere. Oggi non c'è più il palco che ospitò
i reduci del G8, è stato smontato in fretta e furia durante
la notte. Non importa, i ragazzi sono andati in corteo per far
capire con la presenza il loro "no" alla logica della
guerra. Le inudibili, distorte parole che arrivano da vecchi
impianti di amplificazione sembrano non interessare poi molto.
La voce di Giovanni Lindo Ferretti esce da un vecchio disco
dei Cccp. Canta "Punk Islam", e qualcuno si mette
a ballare mentre la piazza pian piano inizia a svuotarsi.
Nel pomeriggio a Lucca sono in centinaia ad attraversare il
centro da piazza Napoleone fino a piazza Cittadella, dietro
lo striscione del coordinamento "Un altro mondo è
possibile". Mentre a Pisa la manifestazione c'è
stata venerdì sera, sotto le Logge di Banchi, con fra
gli altri Manlio Dinucci a parlare ancora una volta della politica
dei missili e dei suoi apocalittici effetti. E ieri alle 15
anche il Brescia social forum è sceso in piazza contro
la guerra. Più di termila persone hanno attraversato
il centro cittadino, dietro lo slogan che è diventato
- spontaneamente - il più quotato d'Italia: "Contro
le guerre, contro il terrorismo: un altro mondo è possibile".
Un corteo affatto scontato, visto che il tempo è stato
inclemente: una lieve pioggia ha "flagellato" i manifestanti.
Folta la partecipazione degli stranieri, soprattutto pachistani,
che con la loro associazione aderiscono al Social forum. Ma
le iniziative di Brescia non finiscono qui: in concomitanza
con le due principali giornate napoletane, il 26 e il 27, contro
la Nato e contro la guerra, il Brescia social forum invita a
due sit-in in piazza della Loggia. Obiettivo della protesta:
la contestazione delle banche che finanziano il commercio di
armi, e la richiesta di un uso sociale per le molte aree militari
dismesse del territorio.
Sempre ieri, il Bologna social forum ha organizzato un'assemblea
per analizzare l'attuale situazione internazionale. Il dibattito
è stato acceso, e oltre ad approfondire la questione
palestinese, grazie anche alla partecipazione di Ali Rashid
- primo segretario della delegazione generale palestinese -
ha sottolineato la necessità di iniziative concrete per
arginare le guerre. Per esempio avviare una discussione fruttuosa
sulla riforma dell'Onu. Intanto, per il 26, il Bsf invita tutti
in piazza Maggiore alle 14, da qui partiranno iniziative contro
le "banche armate".