>Archivio News/Manifestazione 13-12-2002
 

No alla Finanziaria e alla riforma Moratti
No al modello liberista di formazione

La Finanziaria 2003 del governo Berlusconi esprime la volontà di smantellare ogni residuo di stato sociale e di diritto collettivo, compromettendo definitivamente il carattere pubblico dell'istruzione, della sanità, della previdenza e perseguendo una logica di "barbarie" che ignora i valori di solidarietà in nome delle legge del più forte.
Questo progetto, realizzato attraverso tagli del 10% dei finanziamenti statali a tutti gli enti pubblici, il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato e dei contratti a tempo determinato, la riduzione progressiva del personale, mira a dequalificare i servizi destinati a rendere concreto il diritto di tutti i cittadini alla salute, al lavoro, alla previdenza, all'istruzione, producendo una restrizione della democrazia sostanziale e del dettato costituzionale.

I provvedimenti contenuti nella Finanziaria aggravano ulteriormente la condizione della scuola, dell'Università e della ricerca e si inseriscono in un quadro che già vedel'Italia come il Paese europeo che, dopo la Grecia, investe meno risorse in questi settori fondamentali per il progresso dell'intera società.
I tagli previsti, oltre a negare ogni possibilità di sviluppo, non consentiranno a molti Atenei neppure la copertura di spesa per gli stipendi del personale e per il mantenimento delle già inadeguate attività di didattica e ricerca; per la scuola è prevista una riduzione del 6% dell'organico nel triennio 2003-2005.

Le conseguenze sull'Ateneo fiorentino saranno ancora più drammatiche e metteranno in pericolo l'esistenza stessa di un'Università pubblica in questa città. La situazione economica dell'Ateneo è infatti aggravata da un intero decennio di gestioni clientelari e speculazioni edilizie, aggravate dalla svendita del patrimonio pubblico. Ad oggi non è ancora stata presentata alcuna ipotesi di bilancio preventivo per il 2003, ma già si prospettano tagli drastici in ogni settore per coprire un disavanzo di 17 milioni di Euro. Gli effetti colpiranno tutte le componenti della comunità universitaria: le lauree specialistiche verranno affossate ancora prima di partire, molti ricercatori non saranno riconfermati, molti posti di dottorato saranno cancellati, verrà ridotto l'orario delle biblioteche e delle segreterie. Ricordiamo che già ora il personale tecnico-amministrativo è sotto organico e che molti servizi sono appaltati all'esterno, con rapporti di lavoro sempre più precari ed umilianti. Anche il diritto allo studio è assolutamente virtuale e l'offerta di 900 posti letto a fronte di 20.000 fuori sede favorisce la speculazione immobiliare e gli affitti a nero.

La riforma Moratti produce effetti devastanti sulla scuola: taglia i posti di lavoro, aumenta i costi per le famiglie, introduce un precoce bivio selettivo tra istruzione e formazione professionale, riduce gli spazi di partecipazione democratica negli istituti. Di fatto si tratta della restaurazione di un modello classista, che abbandona il compito di sviluppare una coscienza critica per diventare funzionale alle richieste dei privati e incentivare il precariato.

Il governo intende instaurare un sistema caratterizzato dall'esclusività, dal privilegio, dalla competizione, dal perseguimento del successo personale piuttosto che da un'idea di progresso per tutti e per tutte. Per questo vuole impedire che "il pubblico"funzioni bene.
E'necessario che gli studenti e tutte le altre componenti della scuola e dell'università si mobilitino contro il governo e la Finanziaria.
Ma questo non basta. Per sconfiggere questo progetto è indispensabile una riflessione critica sull'intero modello formativo, partendo dalla sua dimensione pubblica e dalla sua funzione sociale.
Riteniamo che le conoscenze e i saperi debbano essere dei beni collettivi a cui tutti e tutte possano accedere, contrastando la tendenza attuale che fa della cultura un fattore discriminante tra individui, classi e nazioni. Per rendere la formazione espressione reale della complessità che attraversa la nostra società è indispensabile rendere aperti e democratici i luoghi di diffusione del sapere e rifiutare le gestioni privatistiche che fanno del mercato l'unico codice di riferimento e il fine ultimo della formazione.
Il modello a cui aspiriamo non è certo rappresentato da quello attuale. Per questo ribadire la nostra contrarietà alla Finanziaria e alla riforma Moratti non significa difendere "l'esistente".
A partire dal 1990 abbiamo, infatti,assistito all'inizio di un processo di smantellamento del carattere pubblico di scuola , università e ricerca e dei loro fini quali sono indicati dalla costituzione.
Le Facoltà a numero chiuso, la competizione tra Atenei, l'introduzione delle Fondazioni, il finanziamento alle scuole private, la precarizzazione nei contratti, il progressivo taglio alle risorse, l'autonomia, rappresentano l'accantonamento dell'idea di formazione come diritto universale. I presidi manager, i corsi attivati grazie ai finanziamenti ed agli interessi del "mercato", l'assegnazione di borse di studio sulla base di criteri prevalentemente meritocratici, l'abbassamento della qualità dell'istruzione universitaria con il 3+2 confermano questa tendenza.
L'istruzione non è più percepita come un investimento sociale, come punto di partenza per la costruzione di nuovi diritti. La sfera pubblica è stata progressivamente colonizzata da interessi privati. La scuola e l'università non hanno mai ricevuto finanziamenti adeguati alla centralità che la formazione deve assumere in uno stato moderno ed europeo.

La Finanziaria è l'ultimo, tragico passo.

Oggi dobbiamo opporci alla Finanziaria e alla riforma Moratti. Ma soprattutto vogliamo che un'altra scuola, un'altra università, un'altra ricerca siano possibili.

Assemblea cittadina del 9 Dicembre al Michelangelo occupato


HANNO ADERITO:
Studenti di Sinistra
Collettivo politico di Scienze Politiche
Collettivo militante di Giurisprudenza
Rete dei collettivi studenti medi
Laboratorio per la Democrazia
SNUR-CGIL
Giovani Comunisti
Circolo università di Rifondazione
Omme- studenti e precari per il diritto alla casa
COBAS Scuola Firenze

Per adesioni: Andrea 339-2277903 e-mail:andrea.martinelli77@libero.it



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