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Esiste
un paese a sole due ore di volo da Firenze dove ogni forma
di dissenso vienesistematicamente repressa con il carcere e la tortura,
dove migliaia di detenuti politici sono costretti a subire cose
che
nessuno vorrebbe neanche sentir dire.
Dove i più elementari diritti della persona vengono
quotidianamente
calpestati.
Diritti umani, civili, culturali e politici non hanno alcun valore
e sono
completamente assenti per alcune categorie di individui.
Lo strumento maggiore di oppressione è indubbiamente il carcere.
Oltre
le sbarre
Prigionieri politici
in Turchia
per costruire la speranza
nell'inferno carcerario turco
A
fronte della candidatura della Repubblica Turca all'ingresso nell'Unione
Europea
intendiamo interrogarci sull' impatto che questa può avere
sui diritti dellindividuo
e su quello che concretamente possiamo fare dallItalia
per appoggiare le vittime della spietata repressione turca.
Venerdì
12 Aprile
16,30 - Aula B Facoltà di lettere
piazza Brunelleschi
21,30 - Sala Est-Ovest via dei Ginori
Abdullah
Akengin: Associazione familiari dei detenuti di Diyarbakir
Alessandro Margara: Giudice, già direttore del Dipartimento
Amministrazione Penitenziaria
Emilio Santoro: Docente di Sociologia del Diritto presso
l'università di Firenze
Cecilia Nava: Amnesty International
Modera:
Raffaele Palumbo, direttore di Controradio
Studenti di Sinistra
- Comitato Kurdistan
Firenze
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