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UNIVERSITÀ
S.p.A.
Ormai
da vent'anni assistiamo ad un'offensiva, condotta da Confindustria
e dai poteri economici e finanziari, che mira a ribaltare, rimodellare
e reinventare il concetto di diritto e la percezione dei nostri
bisogni.
Il diritto al lavoro, alla salute e all'istruzione sono stati svuotati
del loro valore sociale per diventare privilegio di pochi ed essere
sostituiti dal precariato, da una salute a pagamento e da un sistema
formativo elitario e sempre meno autonomo e pluralista.
La drammatica novità è quella che vede lavoratori,
studenti, immigrati e intellettuali trasformati da parte integrante
e attiva della società a elementi costitutivi del sistema
produttivo neoliberista, nel quale trovano spazio solo come risorse
umane da comprare, vendere, inventariare, rottamare.
Lo stesso processo si sta verificando anche all'interno dell'Università:
l'autonomia scientifica e culturale subisce costantemente un processo
di mercificazione. Lo studente è un prodotto e l'istruzione
un pacchetto da vendere.
A
Firenze gli interessi di Confindustria saranno direttamente garantiti
dalla Fondazione che i vertici dell'Ateneo stanno costituendo.
La Fondazione sarà una società composta, oltre che
dall'Università, da soggetti privati, enti e pubbliche amministrazioni
che avrà come finalità la gestione di attività
e strutture per la didattica e la ricerca (brevetti, stage, consorzi)
e la fantomatica creazione di "nuove imprenditorialità".
Dietro pretesti quali la "necessaria" apertura dell'Università
alle realtà imprenditoriali presenti sul territorio e la
disastrosa situazione finanziaria dell'Ateneo si cela in realtà
la volontà di compiere un altro, decisivo, passo verso la
privatizzazione dell'Ateneo.
L'Ateneo viene messo sul mercato e i privati potranno decidere quali
pacchetti formativi vendere e a che prezzo, orientare la ricerca
pubblica sulla base dei loro interessi, appropriarsi dei risultati
della ricerca attraverso i diritti di proprietà intellettuale.
Facciamo
appello a tutti coloro che credono in una Università pubblica,
libera, laica e di massa per costruire un fronte unitario di opposizione
a questo progetto.
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