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Bloccata
la prima Conferenza di Ateneo
Rassegna stampa di Lunedi 25 Marzo:
IL
CORRIERE DI FIRENZE
La
prima Conferenza d'ateneo ha affrontato ieri il nodo cruciale della
ricerca
Università,
è scontro sui privati
Sulla
fondazione docenti e studenti si dividono
EDOARDO
SOMMOLA
FIRENZE
- Fondazione sì, fondazione no. L'Università di Firenze
ha partorito il suo pregiato figlio privato. E adesso sta lavorando
per educarlo: i privati che entrano nell'Università, l'Università
che non vuole diventare privata. Lo scontro è aperto. Non
solo fra docenti e studenti, ma anche all'interno dello stesso corpo
docente. La prima conferenza d'ateneo della lunga serie che promette
di scuotere le fondamenta del mondo accademico fiorentino ha affrontato
l'attualissimo tema della ricerca, andando a sbattere proprio sul
punto cruciale, quello della fondazione. E non sono soltanto gli
studenti ad additare il "privato" come spauracchio dell'indipendenza
della ricerca. Un lungo intervento di Massimo Grandi, rappresentante
dei ricercatori in consiglio d'amministrazione, ha sollevato molta
polvere: "Non sono preoccupato per l'ingerenza dei privati
nell'università - ha affermato il ricercatore di architettura
- sono invece molto preoccupato per il pericolo che la stessa Università
cominci a pensare, a porsi e a porre obiettivi come fosse un privato".
Replicando al presidente di Giurisprudenza, Aldo Schiavone, lanciato
nelle nuove prospettive della ricerca di base, corteggiata da Confindustria
e dalla Cassa di Risparmio. Ma non basta. Grandi ha anche lanciato
il sasso del deficit democratico all'interno degli organi di potere
dell'Ateneo: "Rivediamo le strutture di governo - ha dichiarato
- smantelliamo questo verticismo e ristabiliamo la democrazia, cambiando
innanzitutto il calendario delle scelte e la metodologia".
Gli studenti hanno fatto sentire la loro voce. Un piccolo gruppo
del Coordinamento Studenti di sinistra - proveniente soprattutto
da Lettere e dalla facoltà occupata di Scienze della Formazione
- ha invaso pacificamente l'aula magna del Rettorato che ospitava
la conferenza. Due ragazzi hanno preso la parola "con la forza"
e hanno impegnato il rettore e l'ex preside di Ingegneria Carnevale
in unaccesa discussione, gridando un forte "non possiamo
accettare il privato nella ricerca", promettendo future battaglie
e agitazioni in tutta la città e scatenando una pioggia di
polemiche. Mentre gli altri sventolavano uno striscione con su scritto
"Lo studio è un diritto e non un privilegio".Nella
conferenza è stato evidenziato come la ricerca scientifica
a Firenze goda comunque di ottima salute e di una posizione deccellenza.
"Lo confermano i dati nazionali afferma una nota delluniversità
che collocano lateneo fiorentino nelle prime dieci
posizioni su 68 università".
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IL
MANIFESTO (FIRENZE)
"NON
PRIVATIZZATE IL NOSTRO ATENEO"
In
rettorato la protesta degli Studenti di sinistra sul progetto di
una fondazione universitaria influenzata dal mercato
RICCARDO
CHIARI
Università
o società per azioni? E una domanda alla quale gli
Studenti di sinistra hanno già dato la loro risposta. Ieri
mattina sono entrati nel bel mezzo della prima delle cinque "Conferenze
dateneo" organizzate dal rettore Marinelli. E dopo aver
srotolato uno striscione in cui cera scritto "Lo studio
è un diritto, non un privilegio", hanno detto a chiare
lettere che il progetto di costruire una fondazione universitaria
di diritto privato li vede contrari. Così tanto da far ricorso
anche allostruzionismo, bloccando alcune relazioni della conferenza.Insieme
agli iscritti di Scienze della formazione, che da giorni protestano
denunciando che la loro facoltà è stata di fatto abbandonata
a se stessa dai vertici dellateneo, gli Studenti di sinistra
lanciano il loro grido dallarme: "Riteniamo che questo
incontro sia illegittimo spiega Valeria De Carli, studentessa
che fa parte del consiglio di amministrazione a partire dagli
stessi relatori, tra i quali ci sono esponenti di Confindustria
e degli istituti di credito. Ma soprattutto il progetto della fondazione
apre le porte agli investimenti dei privati nella didattica e nella
ricerca, nel solco di una linea che segue perfettamente le direttive
dei ministri Moratti e Tremonti, pronti ad individuare nelle fondazioni
lo strumento principale per privatizzare le università".
In discussione i percorsi formativi, "che non devono farsi
influenzare dalle logiche di mercato". Ed una gran paura: "Cè
il pericolo di creare degli studenti flessibili, che
già al momento della formazione vengo indirizzati verso un
lavoro precario, e assoggettato alle richieste delle imprese".Giuridicamente
la "Fondazione universitaria" è una società
composta da soggetti privati e da enti amministrazioni pubbliche,
da costruire con lobbiettivo di gestire attività e
strutture didattiche e di ricerca in collaborazione con lateneo.
Per il professore di Diritto amministrativo Mario Chiti, che ieri
mattina ha illustrato il progetto, "lUniversità
di Firenze è attualmente al lavoro su un progetto di statuto
della Fondazione dateneo, da considerare come attrattore e
moltiplicatore di risorse finalizzate esclusivamente al sostegno
delle attività istituzionali, di ricerca e di alta formazione
come i dottorati ed i master. E un modo più flessibile
per perseguire i fini e gli interessi pubblici propri delluniversità.
E non rappresenta una modalità per dismettere funzioni istituzionali,
per commercializzare o svilire la ricerca". La scorsa settimana,
in un lungo intervento sul quotidiano "la Repubblica",
un altro docente come Massimo Morisi, pur favorevole, aveva comunque
osservato che "lo strumento delle fondazioni va attivato con
una prudente consapevolezza delle sue virtualità, e dei limiti
che occorre porsi per non snaturare volto e anima dellistituzione
universitaria". Ma guardando alla realtà dellateneo
fiorentino, gli Studenti di sinistra sono pessimisti. E almeno in
passato, le loro denuncie si sono rivelate puntualmente fondate.
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LA
REPUBBLICA (FIRENZE)
Al
centro della prima Conferenza dAteneo le strategie per reperire
i fondi
"DAI
BREVETTI ALLA FONDAZIONE COSI FINANZIEREMO LA RICERCA"
LA
CONTESTAZIONE "Vogliono privatizzare", blitz del
Collettivo
"VOGLIONO
privatizzare il nostro ateneo" Non sono servite le rassicurazioni
del rettore Auguso Marinelli ("nessuno vuole privatizzare luniversità,
ma dobbiamo dialogare con il territorio") a tranquillizzare
gli studenti del Collettivo di sinistra che hanno fatto irruzione
in una quarantina nella Conferenza dateneo contro la "creazione
della spa, di una Fondazione composta da privati, enti e pubbliche
amministrazioni finalizzata a gestire attività e strutture
didattiche e di ricerca in collaborazione con lateneo"."Il
pericolo che denunciamo è creare oggi studenti flessibili
che già al momento della formazione vengono indirizzati ad
un lavoro che sarà precario e totalmente assoggettato alle
richieste delle imprese". Il rettore e il prorettore hanno
detto che serve al più presto un chiarimento perché
gli studenti sono "male informati" e fisseranno presto
un incontro
Cos'e'
la Fondazione?
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