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....EDILIZIA E TASSE

L'autonomia didattica e finanziaria, istituita dai provvedimenti legislativi degli ultimi dieci anni, ha reso sempre più importanti le scelte dei singoli Atenei.
Il progressivo disimpegno dello Stato nei confronti dell'istruzione pubblica ha costretto gli Atenei a dover reperire fondi autonomamente, relegando gli obiettivi culturali ad un ruolo di secondo piano.

La politica che il nostro Ateneo ha condotto negli ultimi anni è stata caratterizzata da scelte edilizie e di amministrazione generale fallimentari, che hanno portato alla preoccupante condizione economica in cui versa l'Università di Firenze: 400 miliardi di debito previsti per il 2005!.

La causa principale di questa situazione è senz'altro una folle politica edilizia. Negli scorsi anni, il Rettore Blasi, sostenuto dalle gerarchie accademiche e dai ciellini di Lista Aperta, ha compiuto gravissime speculazioni: il polo delle Scienze sociali di Novoli (ormai in costruzione e che dovrebbe essere pronto a fine 2002) e la scandalosa gestione della realizzazione del polo scientifico di Sesto Fiorentino. Queste due sole operazioni sono costate al nostro Ateneo, fino ad adesso, circa 400 miliardi. La nostra posizione su Novoli è chiara e nota a tutti. Eravamo e siamo contrari al polo di Novoli per due motivi:
- la scelta urbanistica di portare fuori dal centro storico una consistente parte dell'Università, facendolo diventare così sempre più una vetrina per turisti, invece che il nodo nevralgico, culturale e sociale della città.
- L'incapacità di valutare gli effetti di questa scelta dal punto di vista finanziario. Come i dati dimostrano più di un terzo dell'indebitamento stimato nel 2005 è dovuto alla costruzione del polo delle scienze sociali nell'area ex-FIAT.
Fino ad oggi il nostro Ateneo ha potuto sostenere queste gravissime operazioni finanziarie in grande parte attraverso ripetuti aumenti delle tasse studentesche facendo diventare l'Università di Firenze una delle più care d'Italia. Negli anni scorsi sono stati addirittura incassati più soldi del consentito attraverso le tasse studentesche.
Con il nostro impegno continuo (ricorrendo anche al TAR per farci rendere i soldi presi in più nel 1999) siamo riusciti a mettere alle strette il nostro Ateneo, che quest'anno renderà i 5,7 miliardi che ha preso di troppo nel 2000. Ci saranno così circa 100 mila lire in meno nella terza rata di marzo.
La questione delle tasse, però, non è solo un problema di cifre troppo elevate. È sbagliata la filosofia che sta alla base della contribuzione studentesca: attualmente, infatti, le tasse assommano al 20% del più grande fondo di finanziamento che lo Stato trasferisce alla nostra Università, quindi gli studenti si ritrovano a finanziare il funzionamento generale dell'Università.
L'errore sta proprio qui! L'Università (che in Italia è sempre considerata, fino a prova contraria, un bene pubblico) dovrebbe essere finanziata dai cittadini attraverso la fiscalità generale, vale a dire le "normali" tasse che tutti pagano allo Stato. Questo perché la cultura e la ricerca hanno una ricaduta non solo su chi studia ma sulla collettività.
Attualmente, invece, l'Università è finanziata in buona parte da chi la frequenta, facendo diventare così lo studio solo un investimento personale e non più una risorsa per tutti.
Con la riforma Zecchino, le cose potrebbero anche peggiorare: se verranno confermate alcune indiscrezioni, in futuro i limiti alla contribuzione studentesca potrebbero riguardare solo le lauree triennali, mentre per le lauree specialistiche potrebbe sparire ogni forma di vincolo e quindi le relative tasse toccheranno importi elevatissimi.


 
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....EDILIZIA


L'amministrazione dell'Ateneo sta conducendo, in campo edilizio, una politica sconsiderata e rischiosa. I più importanti complessi edilizi attualmente in via di realizzazione sono l'insediamento nell'Area di Novoli per scienze sociali (economia, giurisprudenza e scienze politiche) ed il Polo scientifico di Sesto Fiorentino. La politica edilizia non può andare ad incidere in modo spropositato sulle tasse studentesche : il Rettore non
può aumentare ogni anno le tasse per completare o avviare progetti faraonici e mal strutturati.

NOVOLI

Siamo profondamente contrari al progetto di Novoli perché:

- Pur rappresentando il tentativo di riqualificare una zona periferica non pensiamo che tale tentativo debba passare necessariamente per il trasferimento dell'Università.
- Non c'è stato alcun dibattito su questi temi che coinvolgesse l'opinione pubblica ed il mondo accademico
- Si rischia di trasformare il centro in una vetrina per turisti: l'università rappresenta per il centro un elemento di vitalità culturale importantissimo
- Il progetto non prevede la realizzazione di servizi primari (mensa, alloggi, attrezzature sportive, parcheggi); inoltre esiste il problema dei trasporti e della viabilità
- Manca una seria valutazione di impatto ambientale
- Il centro sarebbe tranquillamente in grado di accogliere, con minor spesa lo stesso numero di studenti: studi realizzati dal dipartimento di urbanistica dimostrano che esistono moltissime sedi che potrebbero essere utilizzate. L'Università non ha mai fatto una seria istruttoria per valutare questa ipotesi nonostante esista
una legge che la vincoli a farlo.
- I finanziamenti sono insufficiente c'è il rischio concreto di una lievitazione dei costi (per ora 140 miliardi)
La scelta è da attribuirsi a forti interessi economici e politici.

SESTO

Il progetto originario del polo è del '70 e prevedeva il trasferimento dell'intera Facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali e di alcuni altri dipartimenti di altre Facoltà. Il progetto è stato fortemente ridimensionato e sono previsti i trasferimenti solamente di Chimica e di Fisica e di una parte di Agraria. L'intento di creare un polo scientifico è stato vanificato. In questi anni sono state bruciate enormi risorse economiche (le ditte appaltatrici sono fallite). Il trasferimento rischia di avvenire senza che siano stati realizzati i servizi primari: la mensa adeguata, biblioteca, luoghi di studio, trasporti.


 
 
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